Il regime forfettario di ASD e SSD: regole e agevolazioni

Le associazioni e le società sportive dilettantistiche senza fini di lucro possono applicare un regime fiscale agevolato, sia sul fronte della determinazione del reddito imponibile che in materia di IVA.

Si tratta del regime forfettario previsto dalla legge n. 398/1991 e successivamente riformato dal Decreto Legislativo numero 117/2017 (Codice del Terzo Settore), destinato ad ASD e SSD che nel periodo d’imposta precedente a quello di applicazione hanno conseguito proventi da attività commerciali non superiori a 400.000 euro.

L’applicazione del regime forfettario è subordinato all’invio di una comunicazione alla SIAE e all’Agenzia delle Entrate e presenta diversi vantaggi sul fronte operativo in relazione all’avvio, dal 2026, della riforma IVA per il settore sportivo.

Oggi (e nello scenario definitivo della Riforma del Terzo Settore), è fondamentale una premessa: la Legge 398/1991 sopravvive esclusivamente per le ASD e SSD che non sono iscritte al RUNTS.

Per tutti gli Enti del Terzo Settore (ODV, APS, ecc.), questo regime è stato abrogato e sostituito dal nuovo forfettario previsto dall’articolo 86 del Codice del Terzo Settore.

Di seguito un focus sulle regole di applicazione e sulle agevolazioni previste.

ATTENZIONE

La normativa di riferimento è complessa e soggetta a frequenti modifiche, prima di assumere decisioni o adottare atti, si raccomanda di rivolgersi a professionisti abilitati e di verificare la disciplina vigente. Gli autori e la Federazione Italiana Giuoco Squash, che ha predisposto la presente pagina, non rispondono di eventuali danni o conseguenze derivanti dall'uso delle informazioni in essa contenute.